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lunedì 26 settembre 2016

Sperimentazione omeopatica

La Medicina Omeopatica basa la sua conoscenza delle medicine  utilizzate sui risultati della sperimentazione sull’ uomo sano di sostanze animali, vegetali, minerali, preparate con il metodo omeopatico (dinamizzazione= diluizione + succussione), secondo i princìpi indicati da  Christian Friedrich Samuel Hahnemann (1755-1843)  nella VI edizione dell’ Organon  dell’ Arte del Guarire. Ai giorni nostri alla metodica  sperimentale hahnemanniana sono state apportate alcune modifiche in relazione alle esigenze della moderna sperimentazione farmacologica: la metodica del doppio cieco e la introduzione di gruppi di controllo (placebo o blank).

Obiettivo di un proving è evidenziare e definire con precisione la malattia artificiale generata nell’ uomo sano dalla sostanza dinamizzata oggetto di studio (patogenesi). Dalla qualità di tale lavoro dipende la possibilità dell’ uso terapeutico della sostanza. Da ciò si comprende come accuratezza e precisione siano fondamentali per non generare dati confusi, errati, fuorvianti.  

lunedì 7 marzo 2016

Una chicca omeopatica: Interpretazione di China

Per i palati più raffinati che seguono il blog mi piace evidenziare alcune considerazioni di omeopatia “mistica” tratte da un testo ormai quasi introvabile di un autore misterioso che, come usava definirsi allorquando gli chiedevano chi fosse e da dove venisse, rispondeva ..: “..ho vissuto per due generazioni in Oriente, come donna e come Samurai…Nel Cenacolo esseno ho conosciuto il Maestro GESU’ e poco tempo dopo ho combattuto in Terra Santa come Templare…”
Il primo rimedio sperimentato da HAHNEMANN fu CHINA. Per studiare bene un rimedio si devono prendere in considerazione due aspetti: quello tossicologico che dà informazioni sui sintomi e quello della essenza che fornisce informazioni sul nucleo psichico dell’ individuo. Relativamente al nucleo psichico di CHINA tutti gli Autori concordano nel considerare CHINA come una persona “tutto fumo e niente arrosto”, con tanti progetti mentali ma con poca realizzazione, incapace di compensare le perdite fisiche e morali, che crea castelli in aria per ridotto controllo del pensiero logico. Secondo Masi l’ individuo China ha rifiutato di essere un elemento secondario al pensiero divino. Voleva essere pensiero primo, pensiero creativo, onnipotente ed onnipresente come Dio. La sua punizione è la impossibilità di manipolare bene il suo pensiero logico per creare e realizzare. Insieme con il rifiuto del pensiero logico vi è anche quello del normale meccanismo dell’ essere umano, desiderando di avere una altra forma. Di conseguenza, ha rifiutato il proprio corpo che vive come ostacolo alla sua espansione. Ha rifiutato anche l’ aiuto di tutti gli uomini e degli animali; in particolare, ha rifiutato il cane, il miglior amico dell’ uomo, del quale ha grande paura.
Quindi CHINA è pieno di progetti ma la sua fecondità resta un progetto irrealizzato. La perdita dei suoi liquidi corporei, il sangue in primis, che simboleggia tutti i valori della vita, rappresenta la perdita dei suoi valori.
Lo studio dell’ essenza del rimedio sperimentato da HAHNEMANN combacia col primo capitolo del VANGELO di GIOVANNI e della GENESI. CHINA conosce bene il Verbo di Dio, la Sua Parola, il principio prevalentemente YANG. Sa che attraverso Lui ogni cosa fu fatta e che senza di Lui non fu fatto assolutamente nulla. 
Vivendo a contatto con Dio, ne invidia questo aspetto emittente e viene punita perdendo la capacità di avere un pensiero costruttivo.
In conclusione, esiste una correlazione fra GENESI, Inno al Verbo ed OMEOPATIA. Nella GENESI la prima parola è BERECHIT, così che il primo testo dell’ Antico Testamento prende il nome di Libro dell’ Alleanza del Fuoco, ove il Dio Vivente creò ogni cosa con dieci parole. 
Nel VANGELO di GIOVANNI, la prima parola è nuovamente BERECHIT, così che il primo brano del Vangelo prende il nome di Inno all’ Alleanza del Fuoco, in cui si approfondisce il valore della Parola emittente del Dio Vivente. Nella OMEOPATIA il primo rimedio sperimentato da HAHNEMANN è CHINA che, secondo Masi, invidiò l’ atto creativo del Dio Vivente. Il termine ESCH posto centralmente arde nel cuore della parola BERECHITH nel Libro dell’ Alleanza del Fuoco. Il termine ESCH posto centralmente arde nel cuore della parola BERECHITH nell’ Inno all’ Alleanza del Fuoco così che del Figlio si ricorda il Sacro Cuore, il quarto chakra, quello dell’ Amore. Il termine ESCH, fuoco, è sia la emanazione divina che arde in noi , sia quella del RIMEDIO che arde in essi, anche quando la sostanza grezza, il ceppo originario non esiste più, anche quando è posta in un veicolo che non ha nulla in comune col ceppo dal quale deriva.

martedì 17 novembre 2015

Memento!

Per Hahnemann e Kent,il successore più famoso ed importante, autore di un celeberrimo Repertorio omeopatico, ogni malattia organica è la conseguenza di una turba della Energia Vitale. In questo le assonanze con la Medicina Tradizionale Cinese e l’ Agopuntura sono  straordinariamente presenti. Questo squilibrio si traduce in modificazioni di tipo funzionale e in sintomi soggettivi (propri cioè del soggetto).
La diagnosi  omeopatica, pertanto, non può fare a meno dello studio sulla totalità dei sintomi che il malato presenta. La sua guarigione, infatti, si ottiene somministrando un medicamento che ha prodotto nei soggetti sani, sintomi simili, in riferimento alla LEGGE dei SIMILI.
“Nell’ organismo vivente, una affezione dinamica debole è annullata permanentemente da una più forte, se però questa ultima, di diversa specie, le somiglia molto nella manifestazione “ (“ORGANON” 6 edizione paragrafo 26).
In riferimento a questa legge, caposaldo dell’ Omeopatia, Kent insegnerà che più la dinamizzazione è spinta più il rimedio diventa immateriale e più sarà efficace, perché più simile alla natura del male.


Memento

For Hahnemann and Kent, his  most  famous  successor  and  author of an important  homeopatich Repertory, the organic disease is the result of an imbalance of Vital Energy.It is clear the extraordinary similarithy  with the Traditional Chinese Medicine and Acupuncture.This energethic disharmony causes the symptoms of the disease and especially  those  subjective symptoms that the patient’s own.The homeopathic diagnosis is based on the totality of the patient’s symptoms.Homeopathy is a therapeutic which uses in small doses the remedies capable of causing in healty man symptoms analogous to those that are presented by the patient: law of similars.”All the medicines heal, without exception, disease whose symptoms look like their..”(ORGANON, sixt edition, paragraph 6).Kent teaches  that the  high diluitions make greater  effectiveness  because  the remedy  will be more similar to the disease’ s  nature. 

venerdì 6 novembre 2015

Le radici dell’ Omeopatia

Paracelsus
Le radici dell’ Omeopatia sono molto più antiche di Hahnemann.
Se, in effetti, alcuni procedimenti che potremmo chiamare “omeopatici”, come curare le scottature con il calore o i congelamenti col freddo, sono conosciuti dalla più remota antichità, una prima sistematica definizione dell’ Omeopatia si può fare risalire a Paracelso.

A proposito dell’ unità dell’ uomo  Paracelso dice nell’ OPUS PARAMIRUM:
“L’ uomo è cielo e terra e le sfere inferiori, i quattro elementi e tutto ciò che è entro di essi per cui egli è propriamente chiamato con il nome di microcosmo, perché egli è l’ intero mondo…sappi dunque che anche entro l’ uomo, nel suo corpo, vi è un firmamento stellato, con un potente corso di pianeti e stelle, che hanno esaltazioni, congiunzioni e opposizioni. Il cuore è il sole e così come il sole agisce sulla terra e su se stesso altrettanto il cuore agisce sul corpo e su se stesso..”

Opus Paragranum
E ancora più specificamente nell’ OPUS PARAGRANUM, Paracelso aggiunge: “Una cosa è la malattia e un’ altra sono gli elementi. Gli elementi non sono malati, è il corpo a cadere malato. Così lo scorpione cura il suo scorpione (interno), il realgar (arsenico) il suo realgar, il mercurio il suo mercurio… il cuore il suo cuore.”
Paracelso era stato dunque abbastanza esplicito nell’ affermare il principio analogico nella cura delle malattie.
Dopo di lui un altro precursore può essere considerato F.A. La Brugnere  che in una tesi apparsa nel 1734 a Le Halle parlava di “Curatione per similia”.
Ne seguirono altri ancora di illustri anticipatori del messaggio omeopatico ma, come sappiamo,   il primo che seppe dare una struttura organica completa e impostare il trattamento omeopatico su basi scientifiche fu indubbiamente Hahnemann!

lunedì 14 settembre 2015

Pillole...di letteratura classica omeopatica

Lo spirito dell'Omeopatia

monumento a
C.F.S. Hahnemann
Non è vero che annoiano, i dotti pensieri. Al contrario, almeno per l’Omeopatia, i principi dei grandi studiosi schiudono la mente a una saggezza serena.
La salute è un bene essenziale e prezioso. E tutti cerchiamo un benessere psico-fisico sufficiente a farci condurre una vita il più possibile tranquilla. La malattia d’altra parte è un incontro, un incidente, una manifestazione di disequilibrio che possiamo imparare a scoprire come momento per prenderci davvero cura di noi e di quell’agognato benessere. Almeno nei limiti di natura, s’intende.
Chi è abituato a un approccio alla salute/malattia su vie diverse da quelle delle medicine energetiche ha bisogno forse di più tempo e di più spunti per comprendere i grandi contributi di illuminati come Hahneman ma sono convinto che oggi più che mai sia persuaso a cercarli, a provarci, a confrontarsi con questa ‘nuova’ ma in realtà antica realtà scientifica.

Ecco come il padre dell’Omeopatia, dottor Samuel Hahnemann, ne condensa lo spirito:

…“Der kranke Mensch auf keine leichterere, schnellere
sicherere, zuvertlassigere und dauerhaftere Weise                      
unter allen denkbaren Curarten, als durch homoopatische         
Arznei in kleine Gaben von seiner Krankheit frei werden
(Christian Friedrich Samuel Hahnemann
Geist der Homoopatischen Heil-Lehre)        

Lo spirito dell’ omeopatia   
  …“ Tra tutti i metodi di cura pensabili , nessuno è più
facile, veloce, sicuro, fidato e durevole
nel liberare  l’ uomo dalla sua malattia,
quanto il rimedio omeopatico a bassa dose”…
(Christian Friedrich Samuel Hahnemann    
Lo spirito dell’Omeopatia dottrina della salvezza)

venerdì 31 luglio 2015

I miasmi: chi sono…costoro?

Hahnemann classificò, con i criteri del suo tempo, le modalità patologiche reazionali –esistenziali in categorie che, se ne cambiamo il nome secondo la terminologia fisiopatologica moderna, sono vere anche oggi e costituiscono una prova impressionante della grandissima genialità di questo medico di  più di duecento anni fa.
Hahnemann chiamò dunque i MIASMI: PSORA (che significa scabbia), SICOSI (gonorrea )e SIFILIDE.
Per   PSORA Hahnemann  intendeva la malattia universale, diffusa, ubiquitaria, la cui presenza costituisce il fondamento e il requisito perché tutte le altre malattie possano manifestarsi . Oggi si potrebbe definire genericamente una  meiopragia, una disreattività intesa nel senso di una incapacità a reagire in modo adeguato a stimolazioni di qualsiasi genere. In poche parole una diatesi (=predisposizione ad ammalarsi) disergica/ipoergica (Granata). Le allergosi, la sindrome ansioso-depressiva, tutti i disturbi con caratteristiche di alternanza entrano, per esempio, in questa categoria.

La  SICOSI era stata definita da Hahnemann in questo modo perché egli aveva osservato le proliferazioni genitali  dei malati di gonorrea, le loro secrezioni torpide; e anche  qui   traducendo nella terminologia scientifica moderna  si parla di  diatesi disreattiva-produttiva , cioè della tendenza organica a reagire agli stimoli mediante una iperproduzione e neoformazione di tessuto . Siamo nel campo della ritenzione idrica-cellulite-, dei tumori, delle neoformazioni, per esempio. Sul versante psichico pensiamo alla iperproduzione di pensieri che possono condurre anche alle manifestazioni deliranti.

La terza   DIATESI, quella della SIFILIDE, era stata suggerita a Hahnemann  dalla osservazione dei fenomeni distruttivi provocati dalla sifilide nei suoi stati avanzati. Anche qui basta tradurre il concetto in quello di diatesi disreattiva-necrotica per averne una descrizione che a distanza di secoli rimane valida. Tutte le manifestazioni necrotico-ulcerative, la  depressione autodistruttiva, la malinconia patologica, sono esempi di manifestazioni sifilitiche o luetiche in senso miasmatico.

mercoledì 29 luglio 2015

Le parole che ascoltano: il linguaggio dell'omeopata

L' omeopata è il medico che ascolta e osserva : per far questo è necessario far tacere il rumore interiore dei propri schemi intellettuali, dei propri pregiudizi scientifici, della propria reattività.
Quando parlo di Omeopatia la intendo nel senso datole da Hahnemann: una medicina"totale" nella quale si fondono corpo spirituale e corpo fisico. Questa omeopatia , reale e unitaria, è una vera scienza di vita.
Il rimedio omeopatico , poi, non avendo la capacità soppressiva  dei farmaci tradizionali , agisce proprio stimolando la libertà di scelta e aumentando le risorse energetiche dell' individuo. Diventa quindi fondamentale il momento del dialogo tra medico e paziente, che si concretizza con l' anamnesi, ossia la raccolta di informazioni sul suo stato di salute.
In omeopatia l' anamnesi si intende in termini complessivi: riguarda,infatti, non solo la salute fisica , ma anche quella psichica, le abitudini, i sogni, le frustrazioni e le ambizioni e tutto ciò che incide sul benessere complessivo. L' interrogatorio è un incontro tra medico e paziente : questo dialogo ha un suo ritmo e richiede una attenzione particolare alle sfumature.

Infatti, nella malattia si racchiude un evento che può segnare non solo il corpo, ma il destino di una persona, e che assume la connotazione di una potente immagine da cui ci si deve far compenetrare.

Il presupposto del rapporto medico-paziente è una immedesimazione , quello che i filosofi chiamano empatia, e i buddisti compassione. Non c' è nulla che susciti emozioni forti come la malattia , come il manifestarsi alla.superficie di ciò che sta di solito all' interno del corpo. L' obiettivo dell' omeopata è il controllo dell' espressione automatica delle emozioni, non certo la loro negazione. Il linguaggio omeopatico è di tale raffinatezza e complessità che ci dimostra , a differenza del movimento metodologico della medicina attuale che muove dal malato verso la malattia, che l' omeopata percorre invece la via che conduce dallo studio dei disturbi alla conoscenza sintetica di un individuo, con il suo habitat, le sue reazioni , le sue caratteristiche psichiche , le sue modalità reattive.

lunedì 27 luglio 2015

Disturbi stagionali, rimedi e consigli dietetici omeopatici

In Omeopatia vi sono numerosissimi rimedi (=farmaci omeopatici) che possono essere utilizzati con efficacia indubbia  nei disordini alimentari o nelle forme patologiche in cui la prescrizione di una dieta viene accompagnata- o, per così dire, integrata- da quella del rimedio.
Il medico omeopatico,  per giungere a una  corretta prescrizione personalizzata, non può prescindere -al di là degli aspetti per così dire metabolico-nutrizionali- dalle manifestazioni   generali e psicoemotive, alla ricerca del “genio” del rimedio.

ALCUNI DISTURBI STAGIONALI CORREGGIBILI CON L’ OMEOPATIA : SUGGERIMENTI PRATICI IN ATTESA DEL MEDICO

DIARREA
Cosa osservare per orientarsi?
-aspetto della diarrea: acquosa, gialla, sanguinolenta?
-con  dolore?
- con vomito?
-modificazioni stato generale : febbre, stanchezza, disidratazione?

Podophyllum
Esempi pratici.

Diarrea senza febbre e senza vomito :
PODOPHYLLUM diarrea  del viaggiatore con spasmi (il medicamento del turista)

China

Diarrea indolore con moto gas intestinale
CHINA diarrea causata da frutta e liquidi gelati


Diarrea con feci semi-solide 
semiliquide ed eruttazioni
(il medicamento del ghiottone)
ANTIMONIUM CRUDUM 


Magnesia Phosphorica
Diarrea acquosa con dolori tipo colica da far piegare in due il malato
MAGNESIA PHOSPHORICA  









E qualche consiglio DIETETICO ..omeopatico.. per il caldo ….

-pasti leggeri con cibi poco conditi: pesce, verdure stagionali, frutta di stagione, cereali (farro, riso integrale..), pasta, riso
Il gelato con moderazione e comunque preferibilmente ai gusti di frutta
-liquidi : bere molto per non disidratarsi ; evitare bevande zuccherate: in alternativa preparare in casa per esempio, se gradita, bibita con acqua e  menta  e zenzero (dissetante e  ricca  di antiossidante) oppure aromatizzare l’ acqua con limone o arancia
-no alcool
-evitare dolci a base di crema
-no formaggi stagionati
-no carni con sughi